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Il Disturbo Affettivo Stagionale

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Sentirsi stanchi e con poca voglia di fare all’inizio dell’inverno non significa necessariamente essere depressi, ma può essere utile l’aiuto di un professionista. Non è sufficiente esporsi alla luce, spiega Salina Campiti, una psicologa di Milano.

Con il termine Disturbo Affettivo Stagionale (DAS), comunemente conosciuto come „depressione invernale“, si intende un particolare decorso del Disturbo Depressivo Maggiore i cui sintomi depressivi ricorrono in alcuni periodi dell’anno, tipicamente all’inizio dell’autunno o dell’inverno, e hanno una remissione verso la primavera. Seguendo le indicazioni del Manuale Diagnostico dei Disturbi Mentali, il DSM IV-TR, sarebbe quindi più corretto, in termini di diagnosi, parlare di Disturbo Depressivo Maggiore ad Andamento Stagionale. Ho voluto sottolineare questo aspetto perché ho notato che in letteratura la depressione invernale viene spesso considerata un disturbo a sé e di conseguenza trattato come tale, forse con più leggerezza data la sua caratteristica temporale. Ritengo sia importante inquadrarlo correttamente per comprenderne la profondità ed individuare il giusto piano terapeutico.

Dalle ricerche epidemiologiche emerge che il 25% della popolazione generale vive cambiamenti del tono dell’umore, del ritmo del sonno, del peso e dell’attività socio-lavorativa con andamento stagionale e che in un quarto di questi il disagio sia così rilevante da permettere una diagnosi di depressione invernale. Tale disturbo è più comune nelle donne (circa l’80% dei casi) tra i 20-40 anni. Non è facile stimarne esattamente la frequenza perché spesso i sintomi depressivi sono lievi e non vengono segnalati.

Le persone che soffrono di questo tipo di Depressione riferiscono, oltre all’umore depresso, sintomi di ansia, irritabilità ma anche di stanchezza, affaticabilità o mancanza di energia, alterazioni del sonno (di solito ipersonnia). Sperimentano, inoltre, una diminuzione di interesse o di piacere verso le attività quotidiane, evidenti difficoltà in campo lavorativo e nelle relazioni, sintomi somatici quali cefalea, dolori, rigidità muscolare. Spesso si associa un cambiamento delle abitudini alimentari con maggiore assunzione di dolci e carboidrati con conseguente aumento del peso corporeo. Probabilmente molti di noi, dopo aver passato in rassegna tutti questi elementi, crederanno di soffrire di questo disturbo. Ciò non mi sorprenderebbe! Siamo infatti in autunno, le giornate sono più corte e grigie, fa freddo ed è più probabile sentirsi stanchi, con meno interessi o svegliarsi al mattino desiderando di poter restare a letto anziché uscire. Ciò non vuol dire che siamo depressi. Ci sono criteri di pervasività e di compromissione del nostro normale funzionamento che giocano un ruolo determinante nella diagnosi. Questo significa che i sintomi sono presenti quasi tutto il giorno ed influenzano negativamente sulla qualità delle nostre relazioni e sulla capacità di lavorare.

La ciclicità del disturbo ha scatenato l’interesse della ricerca. Numerosi studi ritengono che esso sia provocato da alterazioni dei livelli degli ormoni e di altri composti chimici che governano il ciclo circadiano sul quale incide l’esposizione alla luce o al buio. In particolare, fluttuazioni dei livelli di melatonina si associano a disturbi psichici, per cui elevati livelli della molecola caratterizzano le manie e livelli molto bassi le depressioni. In base alle ricerche non è possibile però determinare se queste alterazioni siano responsabili del disturbo oppure se ne siano un effetto collaterale.

Altri dati confermano una certa familiarità per il DAS e gli altri Disturbi dell’Umore. Trovo molto interessanti questi ultimi approfondimenti, in quanto, credo che ci siano realmente dei richiami atmosferici alla tristezza in alcune stagioni piuttosto che in altre, ma che questi facciano presa in un terreno che è già di per sé fertile. La nostra storia di vita ci rende più o meno vulnerabili alla depressione. La presenza nell’infanzia di un „lutto“, non necessariamente fisico ma anche emotivo va a formare un importante fondamento per la Depressione. A mio parere questi elementi spiegano anche le differenze individuali nell’affrontare i cambiamenti stagionali.

Il mio consiglio è quello di dare voce al disagio, lieve o grave che sia. Se siete motivati al cambiamento rivolgetevi ad un professionista per una consulenza psicologica, in modo da poter approfondire le caratteristiche del disagio, le possibili cause, così uguali ma così diverse in ogni essere umano, e riscrivere finalmente il vostro calendario …

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